L’acqua potabile di rete può essere trattata perché esca ineccepibile dal rubinetto. Per l’acqua minerale naturale vale il contrario: deve sgorgare dal sottosuolo pura così come arriva in bottiglia. Sono ammessi solo pochi procedimenti, circoscritti con precisione. Questo articolo spiega che cosa consente il diritto alimentare, perché i filtri a carbone attivo non ne fanno parte e perché negli ultimi anni questa regola ha fatto notizia.
In breve
- L’acqua minerale naturale, in linea di principio, non può essere trattata. Le eccezioni sono ristrette: per esempio separare ferro o manganese, togliere o aggiungere anidride carbonica, ridurre i fluoruri.
- La disinfezione è vietata, come pure l’eliminazione di pesticidi e di altre sostanze in tracce di origine umana. Per questo i filtri a carbone attivo non rientrano fra i procedimenti ammessi.
- L’acqua del rubinetto può essere trattata. L’acqua minerale deve essere pura già alla sorgente: per questo è il suo bacino di alimentazione a fare la differenza.
Che cosa caratterizza un’acqua minerale naturale
In Svizzera è l’Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) sulle bevande a stabilire che cosa sia un’acqua minerale naturale. Deve distinguersi per la speciale provenienza geologica, per la natura e la quantità dei suoi componenti minerali, per la purezza originale e per una composizione che resta costante nei limiti delle oscillazioni naturali. La sorgente deve essere protetta dagli inquinamenti e, dalla sorgente fino all’imbottigliamento, l’acqua può scorrere soltanto in condotte.
Il punto centrale è la purezza originale: l’acqua deve essere già nel sottosuolo così pulita da non avere bisogno di nulla per diventare potabile. In questo l’acqua minerale naturale si distingue dall’acqua potabile di rete, che può essere trattata. In che cosa l’acqua minerale si distingua dall’acqua di sorgente e dall’acqua da tavola lo spiega l’articolo su acqua di sorgente e acqua minerale.
Quali procedimenti sono ammessi
Il principio è sancito dall’articolo 8 dell’ordinanza: l’acqua minerale naturale non deve essere sottoposta a trattamenti né modificata con additivi. Le eccezioni sono poche ed elencate in modo esaustivo:
- Decantazione e filtrazione, anche dopo arieggiamento con aria o con aria arricchita di ozono, per eliminare componenti indesiderate come i composti del ferro o del manganese, a condizione che le componenti essenziali dell’acqua non vengano modificate.
- Eliminazione totale o parziale dell’anidride carbonica, con procedimenti esclusivamente fisici.
- Aggiunta di anidride carbonica.
- Eliminazione dei fluoruri o riduzione del loro tenore con allumina attivata.
- Altri trattamenti solo se sono assolutamente necessari, non modificano l’acqua nelle sue componenti essenziali e non servono a migliorare dal punto di vista igienico un’acqua non ineccepibile alla sorgente.
Sono espressamente vietati i trattamenti di disinfezione di qualsiasi tipo, l’aggiunta di sostanze batteriostatiche e qualsiasi altro trattamento che modifichi la carica microbica. Per questo anche i filtri molto fini hanno dei limiti: nel 2025 l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha precisato che, per l’acqua minerale naturale, i microfiltri possono eliminare soltanto particelle, come i frammenti di roccia, senza modificare la carica microbica. Pori di dimensioni inferiori a 0,8 micrometri modificano fortemente la carica microbica e non sono ammessi (USAV). Alcuni dei procedimenti ammessi devono figurare sull’etichetta, per esempio «totalmente sgasata», «con aggiunta di anidride carbonica», «acqua trattata con ozono» o «defluorizzata».
Quali trattamenti sono ammessi
Acqua minerale naturale
- Decantazione e filtrazione, per esempio per separare composti del ferro o del manganese
- Eliminazione o aggiunta di anidride carbonica
- Riduzione dei fluoruri con allumina attivata
- Vietati: qualsiasi disinfezione e qualsiasi trattamento volto a migliorare sul piano igienico un’acqua non ineccepibile alla sorgente
Acqua del rubinetto
- Carbone attivo
- Raggi UV
- Cloro, biossido di cloro o ozono per la disinfezione
- Processi a membrana come l’osmosi inversa
Un’acqua minerale naturale deve quindi essere pura già alla sorgente. I residui di origine umana non possono essere filtrati in seguito.
Perché il carbone attivo non è tra i procedimenti ammessi
Il carbone attivo è un materiale molto poroso. Sulla sua vasta superficie interna si fissano sostanze disciolte, fra cui sostanze organiche in tracce come i residui di prodotti fitosanitari. Nel trattamento dell’acqua potabile è un procedimento collaudato. Nell’elenco dei trattamenti ammessi per l’acqua minerale naturale, però, non figura.
L’USAV lo ha stabilito espressamente nel 2022: le sostanze in tracce di origine umana, come i pesticidi e i loro prodotti di degradazione, non devono essere presenti affatto nell’acqua minerale naturale, e la loro eliminazione non è prevista. Il diritto alimentare non contempla eccezioni. Altrimenti, osserva l’USAV, i consumatori sarebbero ingannati sulla purezza originale (USAV). Resta ammesso separare componenti naturali provenienti dalla roccia, come il ferro o il manganese.
La stessa logica vale nell’UE. La direttiva sulle acque minerali naturali ammette solo pochi procedimenti e vieta qualsiasi disinfezione. Nel 2024 un audit della Commissione europea in Francia ha indicato il carbone attivo e la luce UV come trattamenti vietati (Commissione europea). La purezza originale non si può creare. Deve esserci già.
Perché l’acqua del rubinetto è trattata diversamente
All’acqua potabile di rete si applica l’Ordinanza del DFI sull’acqua potabile. Fissa valori massimi e ammette tutta una serie di procedimenti di trattamento: la filtrazione, fino all’osmosi inversa, il carbone attivo, l’ozono, l’irradiazione UV, il cloro e il diossido di cloro. È espressamente prevista anche la miscelazione di acque provenienti da captazioni diverse, per ridurre la concentrazione di sostanze indesiderate.
Come funzioni nella pratica lo mostrano i prodotti di degradazione del fungicida clorotalonil. Le aziende di approvvigionamento idrico mettono fuori servizio le captazioni contaminate, miscelano la loro acqua o la acquistano da aziende vicine. Dove ciò non basta, si aggiunge un trattamento, per esempio con carbone attivo o osmosi inversa (Consiglio federale, Eawag). Maggiori informazioni nell’articolo Pesticidi nell’acqua potabile.
Un’acqua filtrata con carbone attivo può benissimo essere venduta, ma non come acqua minerale naturale. In tal caso è considerata acqua potabile in bottiglia, e sul recipiente non sono ammesse indicazioni sul luogo o sul nome della sorgente. Da maggio 2026 un grande imbottigliatore vende un prodotto di questo tipo in Svizzera, secondo le proprie indicazioni su scala nazionale (Le Temps, RTS).
Che cosa mostrano i casi degli ultimi anni
Quanto sul serio vada presa questa regola lo mostrano due casi. In Francia, all’inizio del 2024, si è saputo che un grande gruppo aveva trattato con luce UV e carbone attivo l’acqua minerale di diversi marchi. Nel 2025 una commissione d’inchiesta del Senato francese ha constatato che si trattava di misure di disinfezione, rigorosamente vietate (Sénat).
Nella Svizzera romanda un grande imbottigliatore ha filtrato con carbone attivo la propria acqua minerale naturale dal 2008 al 2022. Il controllo cantonale delle derrate alimentari di Vaud se ne è accorto nel 2020 durante un’ispezione; nel 2021 l’USAV ha respinto una domanda di autorizzazione eccezionale, richiamandosi alla purezza originale. Il caso è diventato pubblico all’inizio del 2024 (Consiglio di Stato del Cantone di Vaud, Le Temps, RTS, Tages-Anzeiger). Nel 2025 il Ministero pubblico vodese ha obbligato l’azienda a pagare un risarcimento equivalente di 500'000 franchi, con la motivazione che la denominazione «acqua minerale naturale» aveva tratto in inganno i consumatori. Secondo il Ministero pubblico l’acqua non rappresentava un pericolo né prima né dopo la filtrazione, e l’azienda ha accettato la decisione (Cantone di Vaud, swissinfo).
Da quando i filtri sono stati smontati, alla fine del 2022, la produzione è conforme al diritto, secondo il Consiglio di Stato vodese. Stando a un rapporto del chimico cantonale vodese del marzo 2023, di cui RTS e SRF hanno riferito nel 2026, da allora alcune sorgenti sono state scartate e l’acqua delle rimanenti viene miscelata; come motivo principale i servizi giornalistici indicano residui di clorotalonil (RTS, SRF, Tages-Anzeiger). Il caso romando mostra che cosa è in gioco: se il bacino di alimentazione di una sorgente si trova in una regione ad agricoltura intensiva, i prodotti fitosanitari e i loro prodotti di degradazione possono arrivare fino alle acque sotterranee. Nell’acqua minerale naturale non possono essere eliminati a posteriori. Perché il bacino di alimentazione conti così tanto lo spiega l’articolo Pesticidi nell’acqua minerale.
Che cosa significa per Piz Sardona

Anche per Piz Sardona vale la stessa regola: ciò che finisce in bottiglia deve essere così già alla sorgente. La varietà naturale viene imbottigliata senza aggiunta di anidride carbonica. Alle varietà frizzanti viene aggiunta anidride carbonica, uno dei pochi procedimenti ammessi.
Tanto più conta l’origine. L’acqua si infiltra a oltre 2'000 m s.l.m. nelle Alpi del Sardona, presso il Patrimonio mondiale UNESCO Arena tettonica Sardona. Nell’area di infiltrazione non ci sono campi coltivati, né colture orticole e frutticole, né vigneti. L’acqua resta poi in viaggio per circa dodici anni attraverso rocce e strati rocciosi, finché a Mels viene captata dalla sorgente Castels. Secondo la Mineralquellen Mels AG, nell’acqua non sono rilevabili pesticidi, come la purezza originale esige da ogni acqua minerale naturale. L’analisi dei sali minerali della sorgente Castels si trova alla pagina la nostra acqua.
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Domande frequenti
L’acqua minerale si può filtrare con il carbone attivo?
L’acqua minerale naturale no. L’Ordinanza del DFI sulle bevande ammette solo pochi procedimenti, elencati in modo esaustivo, come la separazione dei composti del ferro o del manganese o l’aggiunta di anidride carbonica. Il carbone attivo non ne fa parte. L’USAV stabilisce che le sostanze in tracce di origine umana, come i pesticidi, non devono essere presenti nell’acqua minerale naturale e non possono nemmeno essere eliminate. Per l’acqua potabile di rete, invece, il carbone attivo è un procedimento usuale.
Quali trattamenti sono ammessi per l’acqua minerale naturale?
Sono ammesse la decantazione e la filtrazione, anche dopo arieggiamento con aria o con aria arricchita di ozono, per separare componenti indesiderate come i composti del ferro o del manganese; l’eliminazione e l’aggiunta di anidride carbonica; la riduzione del tenore di fluoruri con allumina attivata. Altri procedimenti solo se sono assolutamente necessari, non modificano le componenti essenziali e non servono a migliorare dal punto di vista igienico un’acqua non ineccepibile alla sorgente. Qualsiasi disinfezione è vietata.
Perché l’acqua del rubinetto può essere trattata e l’acqua minerale no?
Perché le due categorie sono definite in modo diverso. L’acqua potabile deve rispettare determinati valori massimi, e a questo scopo l’Ordinanza del DFI sull’acqua potabile ammette una serie di procedimenti di trattamento. L’acqua minerale naturale, invece, è definita dalla sua purezza originale: deve essere ineccepibile già alla sorgente. Chi acquista acqua minerale deve poter contare sul fatto che arrivi in bottiglia così come la dà la sorgente.
Come si riconosce se un’acqua minerale è stata trattata?
Alcuni trattamenti devono figurare sull’etichetta, nella denominazione specifica o accanto ai dati dell’analisi: per esempio «con aggiunta di anidride carbonica», «parzialmente sgasata», «acqua trattata con ozono», «demanganizzata» o «defluorizzata». Se il ferro viene separato solo per filtrazione o decantazione, non è necessario indicarlo. I procedimenti vietati, come la disinfezione o i filtri a carbone attivo, non possono essere applicati in alcun caso.
Domande all’Accademia
È rimasto qualcosa in sospeso? Alle domande su questo tema rispondiamo qui sotto l’articolo. Le domande mediche su un caso specifico vanno però poste a un medico.
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